Dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, le regole di viaggio sono cambiate in modo definitivo. Oggi il passaporto europeo non basta più da solo: è ormai obbligatorio richiedere l’ETA britannica (Autorizzazione elettronica di viaggio) prima dell’arrivo. Questa autorizzazione digitale, che sostituisce la precedente libertà di circolazione, è indispensabile sia per i soggiorni turistici sia per gli scali aeroportuali e deve essere approvata prima dell’inizio del viaggio.

I cittadini europei hanno bisogno di un visto per il Regno Unito?
In linea generale, i cittadini dell’Unione europea, dello Spazio economico europeo (SEE) e della Svizzera non hanno bisogno di un visto tradizionale per soggiorni di breve durata a fini turistici o professionali (fino a 6 mesi). Tuttavia, dal 2025, il passaporto non è più sufficiente: è ormai obbligatorio disporre di un’ETA britannica (Autorizzazione elettronica di viaggio).
Esistono comunque eccezioni: i cittadini della Repubblica d’Irlanda e le persone in possesso di uno status di residente sono gli unici esenti dalla richiesta di ETA.
I cittadini spagnoli hanno bisogno di un visto per il Regno Unito?
In quanto cittadino spagnolo, attualmente non è necessario ottenere un visto tradizionale per recarsi nel Regno Unito per turismo, a condizione che il soggiorno sia inferiore a 6 mesi. Tuttavia, i requisiti documentali sono cambiati notevolmente rispetto agli anni precedenti:
- Passaporto obbligatorio: La carta d’identità (DNI) non è più valida per entrare nel Paese. È necessario un passaporto con validità di almeno 6 mesi a partire dalla data di uscita dal Regno Unito.
- Autorizzazione ETA: Anche se non si tratta di un “visto” di lunga durata, dal 2025 i cittadini spagnoli devono ottenere un’ETA prima di viaggiare.
- Rimanere nel Paese fino a un massimo di 6 mesi. Durante questo periodo non è consentito lavorare ed è necessario dimostrare risorse finanziarie sufficienti per il soggiorno.
- Se l’obiettivo è lavorare, svolgere studi superiori o risiedere per più di 6 mesi, sarà necessario richiedere il visto corrispondente in base all’attività.
Requisiti alla frontiera del Regno Unito
All’arrivo al controllo di frontiera, occorre presentare il passaporto in corso di validità associato a un’ETA britannica approvata. A partire dal 25 febbraio 2026, la politica “niente autorizzazione, niente viaggio” obbligherà le compagnie aeree a verificare questa autorizzazione digitale prima dell’imbarco.
Inoltre, le autorità possono richiedere:
- Prove di viaggio: biglietto di ritorno e conferma dell’alloggio.
- Disponibilità economica: prova di fondi sufficienti per il soggiorno.
Viaggi con minori di 18 anni: se un minore viaggia da solo o senza i propri rappresentanti legali, è indispensabile fornire:
- Autorizzazione ufficiale: autorizzazione firmata da entrambi i genitori (rilasciata dalla polizia nel Paese d’origine).
- Lettera di consenso: documento in inglese che specifichi il motivo del viaggio e i recapiti della persona responsabile del minore nel Regno Unito.
- Notifica di accoglienza: se l’alloggio non è presso un familiare stretto, occorre informare preventivamente l’autorità locale competente.
Se il minore soggiorna presso una famiglia “non stretta”, potrebbe applicarsi un eventuale obbligo di dichiarazione (Private Fostering).
Allo stesso modo, se un minore vive nel Regno Unito per 28 giorni o più con un adulto che non è suo padre/madre/tutore o un parente stretto, ciò può essere considerato private fostering. In tal caso, esiste un obbligo legale di segnalarlo all’autorità locale (council). Nel caso di un breve soggiorno turistico (pochi giorni o 1-2 settimane), di norma non si applica; tuttavia, se il minore deve restare diverse settimane presso una famiglia ospitante o conoscenti, è consigliabile verificare con l’autorità locale competente (council locale).

Principali cambiamenti dopo la Brexit
L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea ha trasformato la mobilità, sostituendo la libertà di circolazione con un controllo di frontiera digitale. I punti chiave che oggi interessano i viaggiatori sono:
- Documenti: la carta d’identità (DNI) non è più valida. È obbligatorio viaggiare con un passaporto valido e disporre di un’ETA (Autorizzazione elettronica di viaggio) approvata prima dell’imbarco.
- Soggiorni e visti: gli europei possono restare fino a 6 mesi per turismo. Per periodi più lunghi, o per svolgere un’attività lavorativa o accademica, è necessario richiedere un visto specifico, poiché il Regno Unito non fa più parte del programma Erasmus.
- Dogane e animali: sono stati ripristinati i limiti all’importazione di beni e il passaporto europeo per animali da compagnia non è più valido, rendendo necessario un certificato sanitario per animali (AHC).
- Controlli biometrici: nel 2026 l’ingresso avverrà tramite scansione delle impronte digitali e del volto, collegando le informazioni direttamente all’autorizzazione digitale del viaggiatore.
L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per il Regno Unito?
Non è obbligatorio sottoscrivere un’assicurazione di viaggio per entrare nel Regno Unito come turista per un periodo inferiore a 6 mesi. Tuttavia, su Visagov consigliamo di sottoscrivere un’assicurazione di viaggio e/o sanitaria per tutti i viaggi.
Sebbene la Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) resti valida per ricevere cure d’urgenza nel sistema pubblico britannico (NHS), la copertura è limitata. Poiché il Regno Unito non fa più parte dell’Unione europea, l’Accordo di recesso garantisce le cure di base, ma non copre servizi essenziali come:
- Rimpatrio sanitario: trasferimento con aereo medicalizzato verso il Paese d’origine in caso di grave incidente.
- Strutture private: accesso a cliniche private per evitare i tempi d’attesa del sistema pubblico.
- Imprevisti di viaggio: tutele aggiuntive in caso di annullamento, smarrimento del bagaglio o problemi legati alla richiesta dell’ETA.
In conclusione, anche se è possibile entrare nel Paese senza un’assicurazione privata, l’assicurazione di viaggio può servire come prova di disponibilità economica alla frontiera e garantisce una protezione completa contro costi che il sistema pubblico non copre.

Il Regno Unito aderirà al sistema ETIAS/SEIAV?
È fondamentale precisare che, a causa della sua uscita dall’Unione europea, il Regno Unito non fa parte del sistema ETIAS (Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi) e non ha previsto di integrarsi. Sebbene entrambi i sistemi abbiano l’obiettivo di digitalizzare le frontiere, funzionano in modo del tutto indipendente.
Mentre l’ETIAS è l’autorizzazione che l’Unione europea richiederà ai viaggiatori di Paesi terzi esenti da visto per entrare nello spazio Schengen (con avvio previsto nell’ultimo trimestre del 2026), il Regno Unito ha già implementato pienamente la propria ETA britannica. Ciò significa:
- Un cittadino di un Paese terzo (ad esempio un americano o un canadese) che pianifica un viaggio combinato tra Parigi e Londra dovrà richiedere obbligatoriamente entrambe le autorizzazioni: l’ETIAS per la Francia e l’ETA per il Regno Unito.
- Requisito per gli europei: i cittadini dell’Unione europea non avranno bisogno dell’ETIAS per viaggiare in Europa, ma dovranno ottenere un’ETA per attraversare la frontiera britannica.
- Il caso britannico: al contrario, i cittadini britannici che desiderano viaggiare in Spagna o in qualsiasi Paese Schengen a partire dalla fine del 2026 saranno anch’essi tenuti a richiedere l’ETIAS europeo.
Condizioni per richiedere l’autorizzazione europea ETIAS
Ogni cittadino di un Paese terzo esente da visto che desidera recarsi in uno degli Stati membri dello spazio Schengen dovrà presentare obbligatoriamente online una domanda di autorizzazione di viaggio (ETIAS/SEIAV).
Per iniziare la registrazione, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
- Nazionalità idonea: appartenere a uno degli oltre 60 Paesi che non hanno bisogno di un visto tradizionale per entrare nello spazio Schengen.
- Passaporto biometrico: disporre di un passaporto valido con validità minima di 6 mesi al momento dell’ingresso nel territorio europeo.
- Contatti e pagamento: avere un indirizzo e-mail attivo per ricevere l’autorizzazione e una carta di credito o di debito per pagare le relative spese amministrative.
- Esattezza dei dati: compilare il modulo online senza omissioni o incongruenze, poiché qualsiasi errore nelle informazioni di base può comportare il rifiuto dell’autorizzazione.
Il sistema ETIAS richiede l’inserimento di informazioni dettagliate, che saranno verificate automaticamente tramite banche dati di sicurezza (come Interpol ed Europol). I dati obbligatori includono:
- Identificazione personale: dati completi del passaporto (nome, cognome, nazionalità, data e luogo di nascita).
- Recapiti: indirizzo di residenza abituale, numero di telefono ed e-mail.
- Sicurezza e precedenti: risposte a domande su precedenti penali, visite in aree di conflitto o precedenti rifiuti di ingresso nell’Unione europea.
È importante sottolineare che l’approvazione dell’ETIAS non garantisce l’ingresso automatico: la decisione finale spetta alle autorità di frontiera, che verificheranno che il viaggiatore soddisfi ancora le condizioni di ingresso al momento del passaggio di frontiera nel primo Paese Schengen dell’itinerario.